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Hep !

« Che succede ? » In casa non c’è nessuno.  Mi volto verso la porta che dà sul corridoio. È da lì che viene quello strano suono.  Poco prima c’era stato un tonfo, come se qualcosa di pesante fosse caduto a terra.

Hep !

“Accidenti, eccolo di nuovo !”  Mi alzo di scatto, diretta al corridoio. In apparenza tutto sembra in ordine. La porta dello sgabuzzino è chiusa. Anche quella del bagno. La libreria sta immobile al suo posto. Sto per andarmene quando i miei piedi inciampano su qualcosa. Abbasso lo sguardo sul parquet. Un libro implora languidamente  il mio aiuto, fissandomi con i suoi grandi occhi.

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Copertina di “Marilyn, a biography by Norman Mailer”, 1973. Foto di Bert Stern.

“Come ha fatto a cadere?”

 “Hep!” miagola il libro per la terza volta. La copertina trema come se fosse di carne.

« Mio dio, un libro che parla!»

Per controllarmi, mi dico : “Non stai in un racconto di Hoffmann, di Poe o di Buzzati, stai a Parigi, a casa tua nel corridoio, sono le H16.30 di venerdì 12 aprile  dell’anno 2013…” mentre due occhi mi fissano  e mi oltrepassano… Un’allucinazione ?
“No, è un libro vero, un libro che ho letto con attenzione, pieno di sottolineature.”

Sulla copertina il viso di Marilyn_Monroe mi sorride appena. Le iridi guardano lontano, nel vuoto, mentre la bocca socchiusa continua a sillabare « Help… Aiuto!”

Sul retro del libro leggo : MARILYN a biography by Norman Mailer.

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“Marilyn, a biography by Norman Mailer”, 1973, pag. 14 : foto di Bert Stern.

Mi chino sul libro come se fosse ferito. Ha uno strappo triangolare sul lato destro, simile a una sbucciatura esangue. I libri, come i morti, non hanno sangue, si nutrono solo della memoria, della lettura e dei ricordi dei vivi, altrimenti spariscono nel vuoto o in uno sordido bouquiniste di periferia.

” Help me !” ripete il libro, mentre lo raccolgo.

“Coraggio!” penso.

Marilyn mi guarda dalla copertina, si lecca le labbra, si mette il rossetto e poi dice :
– Da quando sono morta, sono più sola che mai, il mio corpo sta scomparendo. Solo la mia voce sopravvive rimbalzando nel vuoto… »

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” … Anche se mi consolo danzando tra i dannati, sono infelice. Mi hanno ridotta a un ‘immagine  usata e consunta. Nessuno mi ascolta, non ho nessun amico con cui parlare quaggiù, all’Inferno, con cui fare l’amore. Nessuno con cui poter scambiare almeno due parole… “

” Mi dispiace molto.”

Mi guardo dietro le spalle. Se qualcuno mi sorprendesse in questo momento mi prenderebbe per una pazza. Ma quanta gente parla di nascosto ai morti ? Un moto di pietà mi spinge a parlare : – Lo sa, (preferisco darle del  “Lei” per mantenere una minima distanza) che sta in un bellissimo libro ?

« Lo so, grazie, ma voglio uscire da qui, vedere qualcuno, un « uomo » s’intende, solo per dieci minuti, dieci piccolissimi irrilevanti minuti. Conosci qualcuno, mia cara ? »

« Forse… »

Sto pensando a Pulcinella. Oltre essere un eterno affamato e un guastafeste malandrino, ama corteggiare le belle donne e sa cucinare perfettamente gli spaghetti…

« Coraggio Marilyn, fatti bella, forse ho qualcuno che fa per te ! »

« Prima, però, devi fissare un appuntamento, qui all’Inferno sono molto pignoli. »

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Pulcinella : – Come va bellona ?  Ti ho portato gli spaghetti !

Marilyn : – Hi, bellona a me !

P. : – Bella, bellissima, sfolgorante, radiosa, polposa, formosissima Venere dell’umanità, eccovi gli spaghetti !

M. : – Ah, così va meglio, il sangue comincia a scorrere nelle mie vene, il cuore a battere e la fame mi divora.

P. : – Prego, creatura divina, mangiate questi spaghetti, sono tutti per voi !

(Marilyn mangia voracemente)

P. : – Il vostro vestito è bellissimo…

M. : – È quello del film Quando la moglie è in vacanza !

 

P. : – Non l’ho visto, ma l’originale è molto meglio…

M. : – Però, il vostro vestito è un po’ sporco e quella maschera sul volto non mi piace. Perché non la togliete ?  Voglio vedere il colore dei vostri occhi, il vostro viso…

P. : – Eh no, signorina !  Io senza maschera non esisto ! Toglietevi voi la vostra maschera, piuttosto… cominciando dal vestito…

M. : – Io ne ho avute troppe di maschere ! L’ultima si è incollata su di me come un calco, non la posso togliere mai, neanche di notte. Neanche da morta. Arthur Miller mi ha distrutto. L’indifferenza mi ha ucciso…

P. : – Come vede, tutti amano le maschere… Sst, silenzio, c’è qualcuno !

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Luigi Pirandello : – È permesso ?

M. : – Cosa vuole lei ? Chi è ?

Pirandello : – Mi chiamo Luigi Pirandello, in vita ero un famoso scrittore e drammaturgo siciliano, adesso fluttuo nell’aria, un groppo di atomi tra altri infiniti atomi nello spazio infinito…

P. : – Uffa ! Ma che vuole questo ?

M. : – Non ci capisco niente.

P. : – Vattene, nessuno ti ha chiamato !

Pirandello : Siamo tutti costretti a recitare una parte nella vita, siamo tutti burattini inconsapevoli della commedia, dei fili nascosti dietro di noi, ma se la maschera scompare e diventa nuda, allora inizia la tragedia…. E ci rompiamo in mille pezzi !

P. : – Nient’affatto ! Si canta e  si mangia ! Ma se ne vada ! Il mio stomaco brontola sempre, anche da morto… Non deve importunare la mia futura sposa !

(Pirandello scompare)

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M. : – Futura sposa ? Mi vuoi sposare, Pulcinella ?

P. : – Sai cucinare i maccheroni? La pizza ? I babà ? Gli struffoli ?

M. : – Sì, almeno credo…

P. : – Allora ci vediamo in cucina per le nozze insieme al prete.

M. – E dopo, mia dolcezza,  ce ne andiamo nel letto a « dormire… »

PRETE : – Vi benedico, figlioli… e vi dichiaro marito e moglie !

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Habent sua fata libelli.

Anche i piccoli libri hanno il loro destino.

(Terenziano Mauro, De litteris syllabis et metris Horatii, II sec. d.C.)

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Leggo anche dei libri, molti libri ; ma ci imparo meno che dalla vita. Un solo libro mi ha molto insegnato : il vocabolario. Oh, il vocabolario, lo adoro. Ma adoro anche la strada, ben più meraviglioso vocabolario. (Ettore Petrolini,autore e commediografo – 1886-1936 – in Modestia a parte – Come recito, Cappelli editore, Bologna, 1931.

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Claudia Patuzzi

lien con la traduzione francese : http://wp.me/p3jqzu-G