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La cantante è viva o morta ? (foto di Claudia Patuzzi)

Brocca-gallina : – Scusatemi dell’interruzione, non ho quasi più voce. Non ci sono novità né buone notizie, ma solo una crudele constatazione : La Castafiore è introvabile !

« È VIVA O MORTA ? » Questa domanda senza risposta echeggia dovunque. Il suo punto interrogativo rimbomba nella corte interna che dà sulla cucina fino ai camini affumicati e il cielo grigio di Parigi. Un orribile dubbio che oscura ogni ricordo, ogni nota musicale, ogni visione suscitata dal concerto. Tutte è svanito nel nulla. La cucina è tremendamente silenziosa, mentre io non faccio altro che parlare  da sola. Anche i poliziotti non fanno altro che  girare qua e là, alla cieca, sbuffando e starnutendo sotto i baffi. Forse avrebbero bisogno di un consiglio o  di un tubetto di paracetamolo…

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Il mistero della Castafiore : la polizia è a un punto morto ! (foto di Claudia Patuzzi)

I due poliziotti mi guardano spaesati come due scarafaggi in un deserto…

– Insomma, pelandroni,  che aspettate ?  Dobbiamo chiedere aiuto a un esperto !

– Abbiamo cercato dappertutto, anche nella pattumiera…

– E se fosse stata rinchiusa nello sgabbuzzino ? Avete guardato nel portaombrelli ? Nei pensili del bagno, tra le medicine ? Tra le riviste scadute ? Abbiamo le ore contate e io  rischio di essere licenziata…

– È troppo piccola, potrebbe essere dovunque, anche tra le posate o in una teiera…

– E se chiamassimo il commissario Maigret ?

« Eccomi figlioli ! Avete bisogno di me ? »

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Jean Gabin nelle vesti di Maigret nel film Maigret_e_l’affare_Saint_Fiacre (1959)

– Non rispondetegli ! Maigret è bravissimo, ma è troppo sensibile  e umano… In questo caso ci vuole qualcuno che ragioni a freddo, con metodo, come un chirurgo col suo bisturi affilato. Oppure uno smaliziato e famoso scrittore di libri gialli…

« Are you speaking about me ? State parlando di me ? »

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Agata Christie a Bagdad.

I poliziotti si stringono l’uno all’altro, pallidi come morti.

– Che voce è questa ? Non capisco nulla !

– C’è qualcuno laggiù, sullo strapiombo…

Una donna di una certa età, con delle perle al collo, accuratamente vestita, li sta osservando da uno strano baldacchino, una specie di belvedere o un terrazzino,  mentre beve con aplomb una tazza di tè sgranocchiando qualche biscotto.

« Dont you recognize me by face? I’m Agatha Christie ! »

Brocca-gallina : – Cretini, non capite che parla in inglese ? Per la miseria, è proprio lei, la madre di Hercule Poirot !

Good morning ! Sono Agatha Christie, la scrittrice di romanzi polizieschi o, volgarmente detti, « libri gialli ».

– Stiamo cercando una persona improvvisamente scomparsa: la Castafiore!

-Scomparsa? Misteriosamente? Anch’io un giorno sono scomparsa… ma quella storia è morta per sempre per me!

Agatha Christie emana un profondo sospiro e si concentra di nuovo sul tè. Una pausa di silenzio lunga un secolo. A cosa sta pensando?

– Dove siete Madame?

Agatha Christie sussulta, come se  si risvegliasse da un sogno. Ha ripreso il controllo. La sua voce risuona con incisiva chiarezza:  – Mi trovo nella mia casa di Bagdad con mio marito, l’archeologo Max Mallowan, una vecchia dimora turca sulle rive del Tigri… (prende un biscotto e lo intinge nel tè) …una casa fresca, dicevo, con un cortile e delle palme che arrivano fino alla ringhiera del balcone.  Ho sempre amato i balconi : creano una sfasatura tra il dentro e il fuori, l’alto e il basso… un modo per restare se stessi stando altrove, osservando la natura e gli altri di sguincio, un luogo intermedio, dove tutti gli sguardi sono possibili e i riflessi del sole cangianti e imprevedibili… Ops ! Mi accorgo che sto divagando… Cosa stavo dicendo ? Ah, ecco ! Mentre osservavo le donne che scendevano al fiume a lavare le loro pentole, ho sentito che parlavate di un famoso scrittore di libri gialli e di un’indagine molto complicata…Io adoro i libri, ma forse ne ho scritti troppi… !»

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Agatha Christie tra i suoi libri

–  Madame, siete una vera benedizione ! Abbiamo bisogno del vostro aiuto.

– Volentieri, ma prima vorrei raccontarvi una piccola storia. Mia sorella maggiore Madge mi aveva iniziato da bambina al grande Sherlock Holmes ed io mi ero buttata a capofitto lungo la via indicatami leggendo Le due cugine, che già mi aveva straordinariamente colpito nel racconto di Madge, quando avevo appena otto anni.  Poi ho letto Arsenio Lupin, Uno studio in rossoIl mistero della camera gialla  di Gaston Leroux. In preda all’esaltazione dissi a Madge che anch’io avrei voluto cimentarmi in un romanzo poliziesco… « Non ci riuscirai » mi rispose mia sorella, ma io sapevo che un giorno ne avrei scritto uno, anzi molti…  (Agatha Christie, La mia vita, Mondadori, 1977, p. 217-18) Adesso vorrei chiamare qualcuno di veramente speciale a cui devo molto : Conan Doyle !

« State parlando di me ? »

– Non posso crederci, è proprio lui !

006_DEF Holmes _740  Il noto detective Arthur Conan Doyle; foto di Claudia Patuzzi.

– Sì, sono io, Arthur Conan Doyle. Se non sbaglio, madame Christie, è sparito qualcuno…

– Un orribile incidente, una famosa cantante…

– Quel che conta sempre è il metodo…

I poliziotti urlano all’unisono : Che dobbiamo fare ? Perché la cantante è sparita ? Chi l’ha rapita ? Un delitto ? Un ricatto ?

Conan Doyle si soffia il naso, pulisce la sua pipa e dice : – Cercare una spiegazione prima di conoscere tutti i fatti, è un errore ! Solo quando avete eliminato l’impossibile, ciò che resta, per quanto impossibile sia,  è necessariamente la verità. Forse dovreste cercare dove non vorreste più cercare: l’orrore non funziona senza l’immaginazione… e con ciò ho chiuso.

– Guardate, è scomparso ! Quante arie, forse era meglio Maigret !

Agatha Christie si affaccia dalla portafinestra: – Un ultimo consiglio: riflettete sull’ultima frase di Conan Doyle… Oh, è entrato il mio Max, vi devo lasciare… tra poco parto per una crociera. Addio! Poi rientra nella sua stanza chiudendo le imposte.

– Dunque, pelandroni, che aspettate ? Avete sentito cosa ha detto la signora Christie ?  Cercate dove non volete più cercare !

– Ma setacciare tutta Parigi è impossibile !

– Forse Conan Doyle voleva dire il contrario…

– Voleva dire  che la cantante è ancora « qui », nella cucina ?

– E perché no ? Frugate ogni interstizio, i buchi della serratura, la scatola del cucito, ogni cassetto, ogni pentola, il frigorifero, qualunque cosa !

I due poliziotti si grattano la testa. “Forse stiamo vivendo dentro un romanzo giallo… dov’è la realtà? dov’è la finzione?” pensano, senza troppo approfondire. “Com’è bello non approfondire, essere accomodanti, adattarsi.  A volte le due cose (realtà e finzione) si intrecciano e ci troviamo spaesati, cittadini di un mondo sconosciuto che si muove a velocità vertiginosa trascinandosi in un turbine virtuale…” Ma ecco che, finalmente, un poliziotto ha un’idea e dice: – Perché non prendiamo la 500?

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Il ritrovamento; foto di Claudia Patuzzi

Guidati dal fiuto di una poderosa FIAT 500 i due poliziotti hanno finalmente trovato la cantante ! Il suo corpo giace senza vita accanto al podio… cioè il “piatto”, sul tavolo della cucina. Il luogo più logico, eppure, proprio per questo, il più trascurato dal genere umano… Delle monetine sono sparse ai suoi piedi, insieme al campanello dorato che amava portare attorno al collo, col quale, forse, è stata strangolata… Mio Dio! Mi sento quasi svenire per l’emozione… Una cantante così brava, così generosa, ha dovuto meritare un simile destino !

Brocca-gallina si guarda intorno spaesata, poi scoppia in un lamento epico: “Ma dov’è andata Agatha Christie ? Perché non è qui con noi a darci man forte ?”

008_agathanella nave.740 3   Agatha Christie è in viaggio!

– Sono qui, su una nave diretta a Madera! Vorrei consigliarvi un’importante citazione del poeta Novalis: “Chi vede un gigante esamini prima la posizione del sole e faccia attenzione a che non sia l’ombra di un pinguino.”

(Georg Philipp Friedrich  Freiherr von Hardenberg, detto Novalis, Frammenti, scrittore, poeta e filosofo tedesco, 1772-1801)

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Ritratto di Novalis, opera di André Masson (1939)

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 Un altro punto di vista del ritrovamento; foto di Claudia Patuzzi.

Eccoli ancora, i nostri eroi, sul medesimo luogo del delitto! Al loro occhio acuto non sfugge nulla. Eppure c’è qualcosa di diverso rispetto a pochi minuti prima. Forse le cosiddette “cose” o “oggetti” non sono esattamente gli stessi o non sono allo stesso posto. Si avverte uno sfasamento. Quale è, secondo voi, lo scarto, la minima differenza, tra questa scena e la precedente ? E non dimenticate mai che…

« Giocare è sperimentare il caso! » (Novalis, Frammenti)

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Ritratto di Novalis (1772-1801)

Claudia Patuzzi