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La Castafiore fa strike sullo schermo! Foto di Claudia Patuzzi.

Cari amici, buon giorno! Avete visto un’immagine del concerto della famosa cantante lirica Castafiore… Siete in diretta con Canal-cucina, la rete delle casalinghe emancipate, del vissuto quotidiano tra le quattro mura della vostra casa. La rete della solidarietà e dell’ascolto. Sono passate già ventiquattro ore dalla scomparsa della Castafiore e il ritrovamento del suo corpo senza vita. Non resta che trovare lo spietato assassino. Tutto il mondo tace costernato. La cantante è diventata un’icona: le vecchie signore della casa di cura cuciono la sua immagine sulle loro federe da distribuire ai poveri con un cestino di prugne cotte di Agen e scatole di marrons glacés. Tutto il mondo, Parigi inclusa,  ha il fiato sospeso… i bambini assediano i boukinistes di BD… Ma ecco Brocca-gallina, la nostra infaticabile cronista… Mio Dio, ha un aspetto veramente spaventoso! Vuole un fazzoletto per soffiarsi il naso, cioé il becco?

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Brocca-gallina è disperata. Foto di Claudia Patuzzi

– No, grazie, non ancora… Sono sconvolta. Una vera tragedia. La casa e la cucina sono piantonati dalla polizia, è tutto un vai e vieni di giornalisti e fotografi, i poliziotti stanno setacciando ogni angolo…

– Deve farsi coraggio, signorina…

Brocca-gallina si soffia di nuovo il naso, poi riprende a parlare :

– Canal-cucina  é arrivato con un forte impegno alla terza puntata di “Buffe storie”  e adesso siamo nel caos più completo… Ma una cosa è certa: la caccia all’assassino è cominciata! Vogliono fare giustizia comunque. Trovare un capro espiatorio, purchessia… Oh! non faccio che piangere… Scusate la mia mise, questi occhiali e il foulard, ma non ho chiuso occhio per tutta la notte…

– Vuole un caffè?

– Volentieri, ma con la moka!

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La Moka con Pinocchio. Foto di Claudia Patuzzi.

– Grazie, adesso sto meglio! È come se fossi dentro la mia casa, avvolta in un plaid. Dunque, cosa stavo dicendo ? Ah sì, i poliziotti stanno frugando dappertutto in cerca dell’assassino, ma, purtroppo, “la spada della giustizia, a volte, non ha fodero![1]

Il giornalista coglie la palla al balzo: – Unicuique, suum! A ciascuno il suo![2]

– Quello che c’è di più orrendo al mondo è la giustizia separata dalla carità![3]

– E io, signorina, aggiungo queste parole: ” il differimento della giustizia (soprattutto per imbrogli personali) é un’ ingiustizia!”[4]

– Sono solo dei vecchi aforismi…ma, a volte, sono molto attuali!

Delle grida interrompono la conversazione: – Eccolo là! Sta correndo nel corridoio! prendetelo!

Si sente un trambusto, una sedia cade a terra con fracasso, un tramestio simile a una lotta e la voce di un poliziotto che sbuffa: – Finalmente l’ho acciuffato, è inchiodato a terra…

– Mettigli le manette ! Non fartelo scappare ! urla l’altro.

– Adesso gli scopro la faccia…

Dopo uno strano silenzio, il poliziotto esclama incredulo: – Mio Dio, non è possibile, sapevo era che una combina-guai, ma non credevo che sarebbe arrivata a tanto!

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Bécassine, la colpevole.  Particolare tratto dalla copertina di “Bécassine pendant la guerre” con il disegno di J. Pichon, Éditions de la Semaine de Suzettze, 1916, copyright di Henri Gautier.

I poliziotti sono inebriati dal successo:  – Che aspettiamo? Andiamo subito a dare la notizia ai giornalisti, ci faranno la foto e diventeremo famosi. Ci vedrà tutta Parigi! Quella svitata di Becassine deve pagare per quello che ha fatto!

– Forse ci faranno un’intervista.

– Quella scema deve essere mandata  a bruciare in eterno all´Inferno!

– Già, ma le graticole non servono a nulla, l’inferno non esiste : l’inferno siamo noi…[5]

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Bécassine all’Inferno; foto di Claudia Patuzzi. (Memling, particolare del “Giudizio universale”, 1467-1471)

Una voce : « Chi ha parlato dell’Inferno ? Chi mi ha chiamato ? »

                     Per me si va nella città dolente,

                     Per me si va ne l’etterno dolore,

                     Per me si va tra la perduta gente.

                     (…) Dinanzi a me non fuor cose create  

                     Se non etterne, e io etterno duro.

                     Lasciate ogni speranza, voi ch’ entrate.[6]

Forse era la voce di Woody Allen all’Inferno (« Tutti dicono I love you… »)

Primo poliziotto : – Senti queste parole? Descrivono una prigione… fanno proprio al caso nostro!  Ecco qualcuno che sa come trattare i colpevoli…

Voce fuori campo : – Ma mai ingiustamente! Mai senza un vero processo e aver ascoltato le ragioni del presunto colpevole! Sempre nel rispetto della verità e della giustizia : il popolo fiorentino non ha la giustizia nel cuore, ma solo sulla punta della lingua… [7]

– Chi siete?

– Sono Dante Alighieri, il poeta di Firenze, colui che é stato esiliato per sempre dalla sua città con false accuse, come un volgare ladro…

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Dante e la “Divina Commedia”, Domenico Michelino, particolare, Cattedrale di Firenze.

“… Hanno bruciato i miei scritti e la mia casa, costringendomi a mendicare per l’Italia un pezzo di pane insieme ai miei figli.  Ma per fortuna ho avuto il tempo per scrivere ai posteri e far risuonare la voce della verità. Adesso i miei persecutori bruciano per l’eternità nelle fiamme o si dimenano nella pece bollente, come toccherà a voi se accuserete un innocente!”

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Particolare di una pergamena dipinta da Sandro Botticelli, ispirato al  canto XXI  dell’Inferno, sede dei barattieri e fraudolenti, immersi nella pece bollente.

                     Dante recita dei versi dell’ “Inferno“:

                     “Quale ne l’arzanà dei Viniziani

                     bolle l ‘inverno la tenace pece

                     a rimpalmare i legni lor non sani,  

                     (…) tal bollia là giuso una pegola spessa,

                    Che ‘inviscava la ripa d’ ogne parte.

                    I’ vedea lei, ma non vedea in essa

                    Mai che le bolle che ‘l bollor levava…”[8]

I poliziotti lo fissano allibiti, poi si allontanano per parlare indisturbati.

Primo poliziotto: – Questi versi mi fanno venire i brividi…

Secondo poliziotto: –  Psst! Questo guastafeste paludato come a Carnevale non me la conta giusta. Dev’essere  qualcuno d’importante. Andiamocene alla chetichella…

Improvvisamente una voce celestiale echeggia nell’appartamento, come se  venisse da molto lontano. I due poliziotti si guardano senza parlare. Quella voce melodiosa li invita al sonno e alla rêverie. Le loro palpebre si chiudono in un torpore quasi infantile come se un ruscello li stesse trascinando verso ricordi accantonati da tempo e  improvvisamente ritrovati…

Brocca-gallina spalanca  di colpo gli occhi e sussurra: « sembra la voce della Castafiore! » Poi ci ripensa e aggiunge : « Ma non è morta ? »

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Ascensione della Castafiore; foto di Claudia Patuzzi

Brocca-gallina: – Guardate, la Castafiore è risorta ! Sta andando in Paradiso insieme a Dante ! Dante è un Ulisse-cosmonauta: l’eroe greco ha superato i confini del mondo, il poeta fiorentino i confini dello spazio…

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“Dante che sale in Paradiso”, canto XXXII. Disegno di Alberto Martini, 1920-1943, collezione Ticher.

In un momento di pace, Brocca-gallina fissa la finestra della cucina. Il cielo latteo di Parigi. Dietro un albero, tra i primi germogli primaverili, crede di intravedere un angelo o, più probabilmente, un uccello… “Beato lui che può volare via” pensa, ” io  invece resterò sempre incollata a questo pianeta…”. Poi decide di farsi coraggio: ” Non fare la stupida, siamo nel XXI secolo e gli angeli , il Paradiso, l’Inferno, non esistono o, almeno, nessuno oggi ci crede più. Roba da suore e da poeti o forse  da bambini”,  si consola, mentre qualcosa le si rimescola dentro.

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Angelo con Castafiore; foto di Claudia Patuzzi.

…E mentre la Castafiore  vola in cielo tra le braccia di un angelo,  Brocca-gallina continua a inseguire perplessa le nuvole, in cerca di una conferma che la rassicuri.  Nel frattempo, senza che lei se ne accorga, Dante ha finalmente raggiunto il suo sogno e il suo traguardo: la sua Béatrice!

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Dante in Paradiso con Beatrice. Disegno di Sandro Botticelli, Berlino, Kupferstichkabinett, manoscritto Hamilton 201, illustrazione del Paradiso, VI, cielo di Mercurio ( gli spiriti attivi). Dante guarda Béatrice con adorazione. ( “Sandro Botticelli – Pittore della Divina Commedia”, Skira editori, Scuderie Papali del Quirinale, Roma, 2000)

È passato un giorno. Un’umida mattina di primavera. La cucina è silenziosa. La casa dorme dopo tanto chiasso. Brocca-gallina manda un grande sospiro di rimpianto e, al tempo stesso, di sollievo. La Castafiore è volata chissà dove, lei invece, deve continuare a  vivere la sua piccola vita legata ai minuscoli e grandi problemi di questo strano e difficile mondo… Prima di lasciare la cucina si guarda intorno per l’ultima volta. È ritornato l’ordine. L’ordine che la rassicura. L’ordine che l’annoia, ma che non fa pensare troppo. Ma sì, tutto in fondo è finito bene. Il solito happy end.  Come il  finale di Blade_Runner di Ridley Scott. La solita consolatoria finzione ? Sono tutte sciocchezze, basta non pensarci troppo e godersi in santa pace il film su una comoda poltrona con qualcosa di gustoso da sgranocchiare…

Finalmente è arrivata la parola FINE. La buffa storia o la favola seria è finita. Gli attori e le comparse mandano un saluto ai telespettatori e se ne vanno.

013_finegioco_740“Arrivederci!”; foto di Claudia Patuzzi

Claudia Patuzzi

Citazione 1:

« Atque ea nimirum quaecumque Acherunte profundo/ prodita sunt esse, in vita sunt omnia nobis . »

« In realtà quei supplizi che dicono ci siano nel profondo Inferno, li abbiamo tutti qui nella vita »

Lucrezio  (98-55 a.C.), De rerum naturae, III, 978-79

Citazione 2 :

“L’amor che muove il sole e l’altre stelle”, ecco un verso di Dante che vede oltre il telescopio di Galileo. Quando la Scienza avrà messo tutto in ordine, toccherà ai poeti mischiare daccapo le carte.”

Ennio Flaiano (1910-1972),  Autobiografia del blu di Prussia, in “Opere-scritti postumi”, Classici Bompiani, 2001, p. 8.


[1] Joseph De Maistre, Le serate di San Pietroburgo.

[2] Cicerone, De natura deorum, cap. 3, 15.

[3] François Mauriac, Il caso Favre Bulle, 1931. Nell’ “Affare Favre-Bulle” François Mauriac denuncia la crudeltà di Maurice Garçon, avvocato della parte civile verso la signora Favre-Bulle, accusata d’aver ucciso suo marito per fuggire con il suo amante.

[4]  Walter Savage Landor, Conversazioni Immaginarie, 1824-1829.

[5]  Jean Paul Sartre, Porta chiusa, 1905-1980.

[6]  Dante Alighieri, “La Divina Commedia”, Inferno, canto III, vv.1-3 ; 7-9.

[7] Dante Alighieri, allusione a Purgatorio, canto VI, vv. 130-32.

[8] Dante Alighieri, “La Divina Commedia”, Inferno, canto XXI, vv. 7-9; 19-21