Tags

, , ,

interface rouge_def 180

disegno di Claudia Patuzzi (cliccare sulla foto per ingrandirla)

LIBRI LIBRI LIBRI BOOKS LIVRES….

Il mistero seducente dei libri continuerà a sedurci. La « biblioteca », immaginaria e reale, di un lettore accanito come Borges lo conferma – anche se i suoi interrogativi sul relativismo ne mettono in luce la soggettività transitoria e consolatoria.  La carta, le papier, continueranno ad affascinare il tatto : il fruscio della pagina sulla pelle, la pressione di una matita su una parola-amo, un appunto, una piccola x per non dimenticare un’osservazione o una citazione …l’immagine della copertina, il suo particolare imprinting, fisico, lucido, opaco, colorato o scarno… il peso del volume nelle nostre mani, la sua capacità di scivolare in una borsetta durante un viaggio, come un bambino temporaneamente addormentato tra un’infinità di aggettivi e negazioni, puntini sospensivi, richiami, esclamazioni. E, per ultimo, l’incanto di una libreria-biblioteca, il suo silenzio ovattato, il colore caldo del legno, l’odore leggermente secco e polveroso degli scaffali zeppi di libri, il vagare in un labirinto vivente che la nostra mano potrà percorrere liberamente…

No, non si può delegare tutto allo “sguardo”, soltanto agli occhi… il libro ci “aspetta” ancora, paziente, senza fretta, e noi lo sappiamo… È vero, anche la tablette, l’i-book,  ci aspetta, ma è soprattutto l’occhio che ne é catturato mentre la velocità di lettura aumenta. Le frasi scivolano via più facilmente, sembrano volare. Avvisi della rete si mescolano, con i loro richiami di sirene. Sulla tablette le frasi si possono “salvare”, “ricopiare”, senza matita, senza fatica. Tanti clic clic di cacciatori di parole, versi, frasi, battute, citazioni. Tutto può essere copiato. La lettura silenziosa, nella mia mente e nel mio cuore, invece, è unica, irreversibile, mescolata alla memoria e a un sistema di relazioni (fisiche, personali e culturali) che sono parte di noi stessi.

Insomma, eccoci arrivati al crocevia di un mondo. Stampa scritta/ universo virtuale numerico. Durata eterna del papier o velocità di masse verbali continue sulla rete ? Chi vincerà la battaglia? Nessuno, credo. I due resteranno a guardarsi l’un l’altro nel medesimo specchio. Quello specchio siamo noi, esseri umani naturali, biologicamente determinati da una durata limitata. Rete e libro resisteranno dopo di noi. Come possiamo contribuire a questo universo? Leggendo leggendo leggendo e, se lo si sente veramente (senza velleità né mode) scrivendo se stessi (non un “biografia”) ma l’imprinting della nostra vita sulla terra. L’unica cosa che abbiamo: la vita.

IMG_740- Version 2 (1)

Librerie Tropisme, Galeries Saint-Hubert, Bruxelles.

Claudia Patuzzi