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La visita

Mi trovo nel bureau, accanto alla finestra. Dietro il vetro, guardo il cielo latteo, imprigionato tra i rami nudi degli alberi. È lo stesso colore smorto che avvolge la gente che vedo correre lungo la strada. Un rumore improvviso mi distoglie dalle mie  considerazioni. Giusto un fruscio, seguito da un rimbalzo smorzato come farebbe, cadendo, una piccola palla di gomma. Non vedo nulla, ma non ho alcun dubbio. Quel suono viene dal balcone.

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” ??????????????????????????????????????????????????????????”

Qualche secondo dopo, decido di aprire la portafinestra affacciata sulla strada.  Rimango immobile, scrutando lo stretto rettangolo del balcone e la balaustra di ferro battuto. Sul lato sinistro, in fondo, il mio sguardo percepisce qualcosa…

« Chi c’è, laggiù? »

Nessuna risposta.

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Psst! sono io…”   (foto di Claudia Patuzzi)

Come dicevo, in fondo al balcone, non vedo che un oggetto indistinto, mescolato alla pietra. Troppo lontano perché io possa identificarlo.

Mai che accade? Una « cosa » biancastra viene verso di me ! Forse un animale… Ne sono completamente sconvolta.  Provo lo stesso pietrificante terrore di un sogno ricorrente della mia infanzia.

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Eccomi!”  (foto di Claudia Patuzzi)

Adesso la « cosa » avanza zoppicando verso di me! D’un tratto, riesco a vedere una testa con una macchia nera sulla fronte.  Sembra indossare… un sordido grembiule biancastro da cui fuoriesce un che di dorato! Mi sembra di aver già visto una cosa simile….

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Ho paura…”   (foto di Claudia Patuzzi)

« Aiuto! Si è ingrandita! Venite a vedere! » urla la mia voce, ma attorno a me non c’è nessuno. La strada è deserta, mentre i « suoi occhi » cerchiati di nero sono fissi su di me. Hanno l’aria di giudicarmi severamente, come se dicessero: « Guardami ! Io ti conosco e ti accuso ! »

« Di cosa? Io non ho fatto niente ! »

E nel frattempo la sua strana figura si avvicina sempre più.

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È DAVANTI AI MIEI OCCHI !” (foto di Claudia Patuzzi)

I suoi grandi occhi, bianchi nella maschera nera, non cessano di fissarmi.

« Che cosa vuoi? Chi sei? »

« Non vi ricordate di me? Io sono l’intruso, il povero diavolo che non volete mai vedere. Sono quel povero ubriacone della strada, quell’alcolizzato che rovista nella spazzatura e che dorme tutte le notti sulla panchina, nel marciapiede qui sotto!

« Ora, vi riconosco… »

« Sì, io sono PULCINELLA, l’eterno affamato, sporco e burlone, quello che fa ridere tutto il mondo. Ma voi lo avete dimenticato et quando mi incontrate, guardate sempre  dall’altra parte! »

Mi risveglio di soprassalto.  Il burattino di legno è sempre sopra il caminetto su un piedistallo dorato.

Plura sunt… quae nos terrent, quam quae premunt, et saepius opinione quam re laboramus. (Seneca, Lettere a Lucilio, 13,4)

Le cose che ci terrorizzano sono più numerose delle cose che ci danneggiano veramente, infatti, spesso, siamo ossessionati meno dai fatti reali che dalle apparenze.

Claudia Patuzzi

lien vers la traduction en française: http://wp.me/p3jqzu-c